Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: esemplare conservato di modello appositamente ideato per il trasporto merci. non a caso a catalogo del 1940 viene definito come “tipo da trasporto” e con le conseguenti caratteristiche venne realizzato.
TELAIO: robusto costruito con tubi tondi a congiunzioni invisibili, doppi tubi obliqui per agevolare il più rapido impiego, uniti tra loro da rinforzi (due ponticelli), foderi orizzontali e verticali di forma a “diapson” che insistono su forcellini posteriori, non i zigrinati brevettati Taurus ma della tipologia più “classica” con “tendicatena” smontabili (probabilmente scelti per aumentare la solidità della trasmissione), doppio porta-pacchi: quello posteriore direttamente saldato al telaio, l’anteriore smontabile che potrebbe aver avuto una conversione del sistema di ancoraggio ora posizionato nel foro filettato della forcella (la dove si aggancia anche il parafango anteriore), oppure non essere quello più adatto a questo tipo di telaio, difficile anche stabilire se la modifica sia dell’epoca ma non è da escludere.
FORCELLA: si presenta con decori a forma di freccia sulle teste, perni filettati per le aste dei parafanghi posizionati sugli steli e in alto rispetto ai forcellini dall’aspetto “schiacciato”, grossi perni filettati con vite a testa esagonale probabilmente utili a diverso sistema di montaggio del porta-pacchi rispetto a quello ora apprezzabile.
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: cannotto dello sterzo marcato dal numero di telaio.
SISTEMA FRENANTE: anteriore a trasmissione rigida interna e posteriore a bacchette con tipico collegamento a forma di T, il tutto addizionato da archetti e relativi ausili.
MANUBRIO: con doppie leve a trasmissione interna predisposte per i manopolini, manopole in bachelite, fissaggio ad expander, oblò d’ispezione per la regolazione del freno anteriore mentre sulla destra dell’impipatura troviamo una finestrella bordata dalla quale fuoriesce il braccetto di rinvio per il freno posteriore, stemma avvolgente “Taurus Nurnberg” saltuariamente utilizzato anche su esemplari di fine anni 30 nonostante fosse ormai stato rimpiazzato dalla versione speculare che non riportava più la scritta “Nurnberg”.
SERIE STERZO: estraibile tipica a calotte zigrinate, portafanale decorato da T maiuscola e dado di chiusura.
MOVIMENTO CENTRALE: tipo a chiavelle.
GUARNITURA: con corona “disegnata a cerchi” e pedivelle allegerite, non è possibile rilevare marcature per la presenza di materiale sedimentato.
CARTER: non previsto.
PARAFANGHI: dal profilo “tondeggiante”, il posteriore addizionato di fanalino probabilmente postumo, aste regolabili posteriori che si avvitano direttamente sui perni del mozzo, contrariamente quelle anteriore si avvitano agli appositi perni posti sui bracci della forcella.
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: Reggisella fissato tramite expander, sella in cuoio tipo a “muso di cane” coerente.
PEDALI: le fattezze sono quelle degl’originali Taurus a barre dritte senza i classici 4 blocchetti ma proposti con grossi gommini addizionati di catarifrangenti (non più presenti) difficili da giudicare ma potrebbero essere anch’essi gli originali, marcatura “Taurus” sul corpo centrale, se presente non visibile per mancanta pulizia della parte in questione.
MOZZI: appaiono di dimensioni maggiorate, esattamente come dovrebbero essere per modelli da trasporto, anche in questo caso però il materiale accumulato nel tempo non permette ulteriori considerazioni.
RUOTE: con cerchi R in acciaio che dall’ossidazione cosi invasiva potrebbero essere gli originali.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: la smaltatura di color nero è originale, con segni del tempo anche evidenti ma soprattutto ancora non pulita a dovere quindi dalla conservazione non ben apprezzabile, non risultano essersi preservati decori o decalcomanie, parti bianche e in generale cromature molto ossidate e da trattare al meglio per giudicarne le reali condizioni.
Al momento in cui la bicicletta è stata fotografata non aveva ricevuto alcun tipo di restauro o pulizia approfondita. Componenti originali secondo descrizione fatta e relative sottolineature.
Il primo catalogo conosciuto in cui questo modello viene presentato è quello del 1940 ma si può tranquillamente presumere che un modello da trasporto fosse in produzione da ben prima ed infatti quest’esemplare di tre anni precedente (ad oggi l’unico conosciuto), ha caratteristiche non del tutto coincidenti con quelle proposte dall’immagine del suddetto: per esempio la dimensione del telaio, perché in questo caso la marcatura K prevede (teoricamente) coperture da 28 x 1 1/12 e non da 26 x 1 1/2 come dichiarato a catalogo, misura quest’ultima proposta come unica soluzione e che andrebbe corrisposta da lettera H a precedere il seriale numero. Questi fattori rendono la bicicletta particolarmente interessante dal punto di vista storico, nonostante le sue condizioni necessiterebbero un restauro conservativo (probabilmente anche di non difficile esecuzione). I componenti originali risultano essere importanti perché forniscono utili informazioni precedentemente solo deducibili da ciò che il catologo descriva. L’eventuale modifica al porta-pacchi anteriore non va ad inficiare particolarmente l’originalità generale, anche perché la sua natura potrebbe essere riconducibile ad un esigenza specifica dell’epoca. Da sottolineare la cura con cui la Taurus realizzò anche il suo modello da trasporto impiegando soluzioni previste per i lussuosi esemplari da viaggio, si veda per esempio il sistema frenante anteriore a trasmissione rigida interna e il telaio a congiunzioni invisibili.