Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: bell’esemplare di modello 25 commercializzato in un periodo adiacente alla sua ultima commercializzazione (fine serie intorno al 1940), di gran lusso con impianto frenante innovativo a staffe rigide e freni compensati completamente occultato all’interno del telaio, sistema di pregio assoluto ideato per far a meno anche di archetti e relativi ausili (slitte dei freni presenti originali con gommini sostituiti).
TELAIO: particolarmente elegante costruito con tubi a congiunzioni invisibili, foderi posteriori a forma di canne piatte dalla sezione grande (pendenti da 2cm), finali arrotondati su forcellini posteriori brevettati Taurus con “tendicatena” zigrinato e incorporato, occhielli filettati per le aste dei parafanghi solidali agli stessi.
FORCELLA: si presenta con decori a forma di freccia sulle teste e steli con finali a punta dui forcellini dall’aspetto “arrotondato”.
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: cannotto dello sterzo decorato da decalcomania “arpia e cartiglio Taurus” e targhetta smaltata riportate il nome del modello “25” fissata da rivetti, stemma Taurus (smaltatura bianca più rara) come “contraltare” sul tubo piantone.
MANUBRIO: con doppie leve a trasmissione interna, ergonomiche a forma di “libellula” e decorate da T maiuscola, manopole in osso, oblò d’ispezione per la regolazione dei freni serrato da stemma riportante il fregio della Taurus smaltato.
SERIE STERZO: tipica di questo periodo, estraibile con calotte zigrinate, sulla superiore si incastra a pressione un particolare collarino “stringicannotto” con portafanale incorporato decorato da T maiuscola.
MOVIMENTO CENTRALE: a doppia campana in bagno d’olio con tipico oliatore sulla scatola dello stesso, che a sua volta accoglie la staffa utile al montaggio del carter.
CARTER: tubolare in bagno d’olio composto da due pezzi con disco e codino smontabili, crestina cromata applicata al bordo superiore e oliatore con chiusura a vite, finissimo sistema di fissaggio al telaio che sfrutta l’occhiello filettato del forcellino posteriore.
PARAFANGHI: con profilo a forma di “parentesi graffa” , l’anteriore con alette laterali, il posteriore con imbiancatura rifatta secondo canoni originali dell’epoca con con doppi filetti, aste regolabili Taurus avvitate agl’appositi occhielli incorporati ai forcellini e singolarmente predisposte per i morsetti tipo “Cristina” dal raro utilizzo ma già visti su altro esemplare dello stesso periodo sicuramente originale.
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: reggisella fissato tramite expander, sella in cuoio con telaio a riccioli Brooks B72 coerente come tipologia.
PEDALI: del tipo cosiddetto ad “ovetto” a barre curve con sei gommini decorati da T maiuscola originali e corpo centrale intero marcato “Taurus” (telaio probabilmente ricromato).
MOZZI: anteriore opzionale con dinamo integrata Dynohub della Sturmey Archer e relativo fanale con selettore, posteriore classico marcato “Taurus” in bagno d’olio con lubrificazione laterale a vite sul perno (vite di chiusura mancante oppure perno sostituito).
RUOTE: con cerchi R in acciaio “Radaelli” d’epoca probabilmente fondi di magazzino o ricromati, coperture nuove, misura 26 x 1 1/2.
ACCESSORI: Gemma posteriore in vetro rifrangente a “melograno” (Approv. i.g.f 138 Milano) non la tipica marcata Taurus ma coerente per datazione, borsello “sottosella” Taurus di produzione recente, campanello originale tipo “bronzino” con stemma Taurus applicato, “paramanubrio” in gomma d’epoca “Amba” o similare.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: smaltatura di color nero che dalle immagini fornite, potrebbe essere frutto di un reintegro delle parti mancanti su base originale o più facilmente esito di un restauro integrale, per cui ora risulta ben presente e con insignificanti segni del tempo, decori a doppi filetti rosso/oro rifatti e ben stesi, lo stesso vale per l’imbiancatura del parafango posteriore e relativi filetti che però non sono in questo caso sempre precisi come quelli del telaio, decalcomanie che potrebbero essere quelle originali conservate (?) nelle loro non perfette normali condizioni o anch’esse il risultato di un’applicazione non ben riuscita (singolare la decalcomania “arpia e cartiglio Taurus” posizionata sul tubo obliquo al posto di quella con scritta “Taurus”, circostanza rara ma già osservata su altri esemplari sicuramente originali), parti bianche e in generale le cromature non presentano ossidazioni.
Restauro dalla natura di non immediata comprensione perché si uniscono porzioni solo apparentemente originali con altri passaggi palesemente frutto di rifacimenti quindi potremmo essere di fronte a un esemplare restaurato “quasi a nuovo” su base originale ma più probabile si tratta di un restauro integrale, forse realizzato in piu fasi e non recentissimo. Ad ogni modo il risultato è buono e rende merito a questo importante esemplare. Componenti ed allestimenti originali o comunque coerenti secondo descrizione fatta.
Il modello 25 è riconosciuto al livello ingegneristico come il più ricercato in senso assoluto tra quelli con sistema frenante a trasmissione rigida interna, di conseguenza questo bell’esemplare dall’allestimento originale risulta essere altrettanto interessante. Le peculiarità di alcuni componenti ben rappresentano anche il periodo storico di appartenenza di questo modello che nel 1940 (circa) vedrà terminare la sua produzione (per ulteriori informazioni sulla Taurus 25 si invita a consultare l’articolo ‘Taurus Modello 25″ di Simone Barzon).