Taurus.174

Marca/Brand

Taurus

Scheda/Datasheet n.

.174

Modello/Model

19

Telaio/Frame n.

H20902

Tipo/Type

Passeggio

Corridore/Racer

Anno/Year

1948

Proprietario/Owner

per uso informativo

Caratteristiche / Specs

PRESENTAZIONE: esemplare conservato nella versione da signora per questo modello da viaggio lussuoso dal sistema frenante a trasmissione rigida interna e archetti con relativi ausili a completamento (slitte dei freni non dell’epoca).

TELAIO: costruito  a congiunzioni invisibili e nella variante con doppi tubi obliqui paralleli (per agevolare l’utilizzo anche alla clientela femminile), foderi posteriori a forma di canne piatte dalla sezione ridotta (pendenti da 1,5cm) con finali a punta su forcellini posteriori brevettati Taurus zigrinati e incorporati.

FORCELLA: di presenta con decori a forma di freccia sulle teste, steli con finali a punta sui forcellini dall’aspetto “arrotondato”.

TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: cannotto dello sterzo che prevedeva lo stemma con fregio della Taurus smaltato purtroppo non più presente al contrario di qualche traccia della decalcomania riportate il nome del modello “19”. Sul tubo piantone non è più visibile la decalcomania speculare allo stemma ma fortunatamente si è salvata quella che ci indica chi commercializzò la bicicletta ossia il rivenditore di Bologna “Suzzi” (con sede anche a Imola).

MANUBRIO: con doppie leve a trasmissione interna a forma di “libellula” ergonomiche e decorate da T maiuscola, cappucci estraibili, manopole im osso, oblò d’ispezione sprovvisto dello stemma Taurus e che quindi mostra il sistema con cui si regola la tensione dell’impianto frenante.

SERIE STERZO: estraibile con calotte lisce (non zigrinate), cannotto “stringicannotto” e dado di chiusura sfaccettato  portafanale con T maiuscola a decoro.

MOVIMENTO CENTRALE: a doppia campana in bagno d’olio con relativo oliatore sulla scatola dello stesso, che a sua volta accoglie la staffa utile al montaggio del carter.

GUARNITURA: in acciaio cromato con pedivelle marcate da scritta “Taurus verticale”.

CARTER: tubolare composto da due pezzi, con “disco copricorona” in duralluminio smontabile e codino basculante, finissimo sistema di ancoraggio che utilizzal’occhiello filettato del forcellino posteriore (o almeno così dovrebbe essere).

PARAFANGHI: dal profilo “tondeggiante e liscio”, l’anteriore con alette laterali che si uniscono in un’ampia coda e posteriore con fori per il “paraveste” e fanalino, aste regolabili avvitate agli appositi occhielli filettati posizionati sui forcellini.

SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: reggisella fissato tramite expander, sella in cuoio con telaio molle “Aquila” originale ma molto vissuta.

PEDALI: non originali.

MOZZI: non visibili.

RUOTE: con cerchi R in acciaio con ancora la cromatura originale seppur molto ossidata, coperture monocolore nuove o comunque non dell’epoca.

ACCESSORI: Gruppo luce CEV, lucchetto posteriore alla ruota con gemma incorporata e campanello.

SMALTATURA E CONSERVAZONE: smaltatura originale di colore “verde oliva” presente in maniera omogenea con segni del tempo evidenti ma non troppo invasivi o deturpanti, solo qualche traccia residua di decori a doppi filetti rosso/oro, più visibili le decalcomanie, parti bianche e cromature generalmente ossidate ma ben recuperabili.

Restauro / Restoration

La bicicletta nel momento in cui è stata immortalata era nelle condizioni così come da ritrovamento quindi necessitava di in restauro conservativo non molto impegno perché sarebbe soprattutto volto ad elimanare il più possibile le ossidazioni senza creare danni ulteriori rispetto a quelli causati dallo scorrere del tempo. Componenti ed allestimenti che si sono presi in considerazione originali o coerenti al netto delle sottolineature fatte in descrizione.

Note / Notes

Il modello 19 era una bicicletta lussuosa che a distanza di più di un ventennio dai suoi esordi manteneva la sua importanza a livello ingegneristico rispetto alla maggior parte della concorrenza. Nella versione da signora non era necessariamente molto diffuso e infatti ad oggi se contano pochi esemplari ritrovati. Questo in particolare, nonostante sia non completo, si presenta comunque nella sua originalità e con un’interessante decalcomania che specifica la sua provenienza commerciale.

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