Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: esemplare che viene presentato nonostante sia stato pesantemente rimaneggiato perché ha comunque caratteristiche di rarità assoluta, si tratta infatti di un telaio ascrivibile al modello da corsa del 1920 che sin dal 1913 viene denominato “14” (da catalogo Taurus). Purtroppo l’aggiornamento a bicicletta sportiva tipo “condorino” con tipico manubrio e allestimenti Campagnolo non serve nemmeno sia descritto per quanto risulti completamente fuori luogo. Meglio invece porre attenzione sulle caratteristiche del telaio e di quel che rimane di originale.
TELAIO: tipico delle produzioni Taurus costruito con tubi a congiunzioni invisibili ma in questo caso rinforzato, più che probabile la presenza di marcatura a rilievo con scritta “Taurus” tristemente coperta dalla verniciatura a nuovo o peggio ancora cancellata in fase di restauro, foderi a forma di canne piatte dalla sezione grande (pendenti da 2cm) con finali a punta (del tutto peculiari di questo modello) su forcellini posteriori tipo corsa probabilmente predisposti per un “mozzo giroruota” non più presente, predisposizione per i parafanghi con perni filettati saldati sui foderi pendenti e in alto rispetto ai forcellini.
FORCELLA: tipica del periodo produttivo d’appartenenza, a congiunzioni invisibili con teste stondate senze decori, steli con perni filettati saldati in alto rispetto si forcellini dalla “forma schiacciata”.
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: cannotto dello sterzo con doppie congiunzioni esterne e numero di telaio punzonato in basso che grazie ai caratteri arcaici è pienamente ascrivibile al relativo periodo storico d’appartenenza, stemma Taurus incollato in fase di restauro assolutamente non coerente.
SERIE STERZO: tipica delle Taurus di questo periodo, estraibile con calotte zigrinate e dado inedito che non si può stabilire se sia quello originale, portafanale aggiunto per alloggiare un fanale chiaramente non originale.
MANUBRIO: avrebbe dovuto essere “tipo corsa” probabilmente con pipa e piega uniti da congiunzioni esterna, fissaggio ad expander con stemma rotondo riportate la dicitura “Taurus Nurnberg”, addizionato di una singola leva basculante per freno a tampone anteriore oppure da leve smontabili per freni trasmissione a filo tipo Bowden.
MOVIMENTO CENTRALE: a chiavelle con scatola priva di oliatore, perché probabilmente il perno in origine doveva essere predisposto per sistema di lubrificazione con vite laterale di chiusura (esattamente come quella vista a fine anni 20 nei modelli 21 o con il medesimo principio dei mozzi Taurus con oliatore laterale avvitato sul perno), non si esclude la semplice assenza senza ulteriori metodi di lubrificazione.
GUARNITURA: in acciaio cromato e nonostante non sia ben visibile dalle immagini presenta pedivelle marcate “Taurus” (si spera di recuperare l’immagine relativa nel frattempo smarrita) e corona smontabile a tre cerchi intersecati.
PEDALI: avrebbero dovuto essere a sega leggeri e come previsto per esemplari di questa datazione.
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: reggisella originale tipico della Taurus fissato tramite “dadone” esterno, la sella più appropriata sarebbe stata in cuoio con telaio leggero da corsa “Inextensibile” o similare.
MOZZI: in origine probabilmente era previsto l’anteriore con oliatore centrale ad “elmo” sul corpo e il posteriore tipo “giroruota” abbinato a forcellino brevettato o in alternativa probabilmente un mozzo a contropedale Torpedo Fichtel & Sachs.
CERCHI: con buona probabilità gli originali erano proposti nella versione più leggera in legno oppure in acciaio (per tubolari o smontabili).
SMALTATURA E CONSERVAZONE: l’esemplare è stato restaurato a nuovo e convertito in maniera inopportuna in una bicicletta sporiva anni 60/70. Il colore scelto per la smaltatura non è corretto, ai era prevista con smaltatura nera o verde con decori a filetti e decomanie, quella chiara scelta per questo aggiornamento ricorda la tonalità entrata in produzione solo a fine anni 20 o più facilmente nella prima metà degl’anni 30.
Sul restauro a nuovo eseguito va solo ribadito che è stato frutto di una probabile non conoscenza di ciò su cui si stava mettendo le mani, il risultato è stato un aggiornamento per nulla idoneo a un telaio di tale importanza e rarità.
Le caratteristiche di questo telaio sono di per sé motivo di grande interesse storico infatti la mancanza di documentazione cartecea nel periodo compreso tra il 1914 e il 1935 e la presenza di un solo altro esemplare similare (restaurato a nuovo fortunatamente nella maniera più precisa possibile), rendono questo ritrovamento di notevole importanza. Grazie a circostanze come questa si sta riuscendo a ricostruire il percorso evolutivo delle produzioni Taurus.