Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: Esemplare da viaggio lussuoso che ad oggi, per importanza storica, cede il passo solo alla Taurus più datata in assoluto catalogata in Registro Storico (la si può trovare ad inizio elenco). Fondamentale tassello per ricostruire l’evoluzione delle produzioni Taurus, si presenta come una bicicletta con caratteristiche transitorie tra quelle primigenie più legate alla collaborazione con il polo industriale di Norimberga (Victoria-Werke a.g.) e quelle più studiate e all’avanguardia che saranno peculiari del marchio lombardo dai primissimi anni 20 in poi. La presunta data di commercializzazione la si è stabilita sulla scorta dell’appena esposto, in relazione alla tipologia dei caratteri del numero di telaio e in considerazione del probabile periodo di sospensione della produzione intercorso tra il 1915 e il 1918 dovuto al primo conflitto mondiale.
TELAIO: già con molte caratteristiche già associabili alle produzioni Taurus successive, costruito con tubi a congiunzioni invisibili senza rinforzi, marcatura “Taurus” in rilievo sul tubo obliquo, foderi a forma di canne dalla sezione grande (pendenti da 2cm) con finali netti non arrotondati su forcellini ancora “classici” per tendicatena smontabili, non ancora gli iconici brevettati Taurus con tendicatena zigrinato e incorporato.
FORCELLA: presenta già caratteristiche che vedremo sino ai primi anni 20 (o poco oltre) con teste “arrotondate” senza decori, forcellini dalla forma “schiacciata”.
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: cannotto dello sterzo con marcatura del numero di telaio in basso (come avverrà sino alla fine degl’anni 30), decalcomania con “arpia, scudo con toro e cartiglio Taurus” applicata nuova in fase di restauro (si deve precisare che non c’è alcuna testimonianza utile che possa chiarire che tipo di decalcomanie la Taurus utilizzasse ai tempi).
SISTEMA FRENANTE: con doppi freni ad archetti sfaccettati alla ruota (con relativi ausili a completamento) azionati da trasmissione via cavo, il posteriore posizionato in basso come tipico delle produzioni Taurus, quello anteriore con passaggio interno al telaio (archetti che di questa forma diventeranno una delle caratteristiche più riconoscibili delle Taurus anche negl’anni 20 e 30).
MANUBRIO: con doppie leve rovesce e manopole in celluloide, uscita dei cavi di trasmissione posti al di sotto della pipa, fissaggio ad expander.
SERIE STERZO: estraibile con calotta inferiore liscia e superiore zigrinata, combinazione già vista nelle successive produzioni anni 20, grosso modo vale lo stesso discorso per il dado di chiusura tipico anche di alcune produzioni teutoniche e similare al Taurus di poco successivo a questo.
MOVIMENTO CENTRALE: a chiavelle singolare per un modello Taurus da “viaggio lusso”, si presuppone quindi che fosse commercializzata anche la versione con il più prestigioso doppia campana in bagno d’olio (come poi avvenne anche successivamente nelle produzioni Taurus), non è dato sapere se esista o meno un sistema di lubrificazione.
GUARNITURA: con pedivelle che non sembrano riportare marcature specifiche ma che ancora presentano tracce di cromatura originale.
CARTER: tubolare in bagno d’olio, composto da due pezzi con semidischi incorporati e codino smontabile, complessivamente similare a quello proposto nel catalogo Taurus del 1913/14 che però diverge nella forma del braccio inferiore in quel caso già “ovaloide”, forma questa che sarà peculiare delle successive produzioni Taurus e non senza una valida motivazione: era infatti utile a ridurre eventuali gradevoli rumori dovuti dall’oscillazioni della catena. Il posizionamento dell’oliatore e della sottostante “valvola di scarico” invece appare giusto e questo sembrerebbe supportare l’originalità del carter ma il periodo produttivo molto arcaico, scoperto da materiale cartaceo utile a dirimere la questione, fa risultare l’utilizzo del condizionale d’obbligo.
PARAFANGHI: che sono già della tipologia che vedremo accompagnare le Taurus per un lungo periodo (sino alla fine degl’anni 30), con profilo a forma di “pagoda”, aste singole che si agganciano ai perni dei mozzi tramite peculiari supporto utile alla loro regolazione.
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: fissaggio del reggisella tramite expander, sella in cuoio “Inextensibile” con telaio a “riccioli” in ottime condizioni (tipologia citata come componente dell’allestimento anche dal catalogo del 1913).
PEDALI: a sega leggeri sicuramente adatti per tipologia.
MOZZI: entrambi con flange a 36 fori, di grande interesse storico grazie alla presenza delle marcature ancora visibili “F & S” Fichtel & Sachs con aquila stilizzata nella maniera più arcaica (con tratti più fini e morbidi delle successive più netti e squadrati) e scritta “Taurus” in stampatello minuscolo affusolata, lubrificazione tramite oliatore centrale ad “elmo”.
RUOTE: con cerchi R in acciaio che appaiono usurati quindi si presuppone siano d’epoca (difficile valutare se ancora i suoi originali), coperture monocolore con camere d’aria, misura 28 x 1 5/8.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: smaltatura che sembrerebbe originale, ben presente con i giusti segni del tempo, probabili interventi di reitegro e estabilizzazione dello stato di conservazione fatti a regola d’arte, parti bianche e in generale cromature con ossidazioni anche evidenti ma ben trattate.
Restauro conservativo eseguito dal proprietario che ha così salvaguardato le preziose condizioni di originalità della bicicletta così come da ritrovamento al netto di eventuali reintegri che comunque risulterebbero perfettamente inclusi nel già preesistente per ciò che riguarda la verniciatura e per il versante allestimento assolutamente inquadrati per tipologia e datazione della bicicletta.
Di fronte ad esemplari come questo si può solo essere entusiasti per la quantità di determinati informazioni che da essi si possono ricavare, soprattutto perché si parla di soli due che sicuramente appartengono ancora alla prima decade del 1900 (in attesa di nuovi ed auspicabili ritrovamenti) e come noto la produzione Taurus tra il 1914 e il 1935 è priva di materiale cartaceo utile allo studio di questo periodo (cataloghi o brochure). Nonostante ciò è proprio grazie a biciclette come quella presentata, che si è riusciti a ricostruire buona parte del percorso evolutivo delle produzioni Taurus anche più arcaiche.