Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: esemplare conservato di metà anni 50 facente parte della terza generazione del modello Lautal Viaggio Lusso (3°serie post 1946) che perde alcune caratteristiche peculiari delle prime versioni (tra cui minor utilizzo del duralluminio) ma non quelle di eleganza, leggerezza e grande pedalabilità.
TELAIO: elegante e leggerissimo costruito con tubi tondi a sezione conica interna, congiunzioni invisibili, foderi sottili e finali a punta su forcellini posteriori brevettati Taurus con “tendicatena” zigrinati e incorporati, che in questo periodo produttivo possono riportare una marcatura come in questo caso, utile probabilmente all’identificazione in fase di assemblaggio. A differenza delle versioni prima e seconda serie, nodo della sella stretto da bulloncino passante con testa a forma di goccia.
FORCELLA: si presenta con decori a forma di freccia sulle teste, steli con finali a punta sui forcellini dall’aspetto “arrotondato”.
TUBO (O CANNOTTO) DELLA STERZO: cannotto dello sterzo decorato da fregio Taurus smaltato, lo stesso sul tubo piantone.
SISTEMA FRENANTE: a trasmissione rigida completamente interna al telaio, addizionato di archetti in acciaio cromato e relativi ausili a completamento.
MANUBRIO: con doppie leve a trasmissione interna ergonomiche a forma di “libellula ” decorate a T maiuscola, cappucci estraibili, manopole in osso, oblò d’ispezione per la regolazione dei freni serrato da stemma con logo della Taurus smaltato (dismesso il manubrio di tipo “alleggerito” da oltre una decina d’anni).
SERIE STERZO: smontabile con calotte lisce (non zigrinate), collarino “stringicannotto” e dado di chiusura sfaccettato, portafanale decorato da T maiuscola.
MOVIMENTO CENTRALE: a doppia campana in bagno d’olio, tipico foro filettato con vite per la lubrificazione posizionato sulla scatola dello stesso, che a sua volta ospita la staffa utile al montaggio del carter.
GUARNITURA: in acciaio cromato sicuramente originale ma con pedivelle non allegerite marcate da scritta “Taurus” verticale, tipologia questa adottata usualmente per i modelli 19.
CARTER: tubolare composto da due pezzi con “disco copricorona” smontabile e codino basculante, crestina cromata applicata sul bordo superiore, sistema d’ancoraggio al fodero orizzontale tramite staffa a forma di piccolo “cavalotto”.
PARAFANGHI: dal profilo “tondeggiante” e crestina cromata piatta applicata, l’anteriore con alette laterali, doppie aste regolabili agganciate da viti con testa quadrata (caratteristiche di questo periodo) agli appositi occhielli filettati incorporati ai forcellini.
REGGISELLA E SELLA: il reggisella dovrebbe essere in duralluminio, sella in cuoio con telaio a riccioli d’epoca.
PEDALI: in acciaio a barre dritte con blocchetti in gomma e catarifrangenti e corpo centrale non intero, del tutto similari ai Taurus in uso in questo periodo.
MOZZI: in acciaio cromato a pezzo unico marcati “Taurus” con “gradini” arrotondati di giunzione tra corpo e flange (il posteriore con solo uno di essi). Dadi con testa decorata dal fregio Taurus.
RUOTE: con cerchi R in alluminio, coperture monocolore.
ACCESSORI: Gruppo luce Radius, campanello, “paramanubrio” in gomma d’epoca e coerenti.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: l’aspetto della bicicletta si mostra d’epoca ed accattivante con smaltatura originale di colore “grigio Taurus” distribuita in maniera omogenea con segni del tempo presenti ma non invasivi, decori a doppi filetti blu/oro solo appena visibili in alcune porzioni, decalcomania con scritta “Taurus” sul braccio del carter ancora visibile, parti bianche e in generale cromature ben ripulite dalle ossidazioni (dove possibile) e conservate.
Restauro conservativo eseguito dal proprietario che ha ben riportato alla luce il colore originale della verniciatura, la maggior parte dei decori a doppi filetti e buona parte delle decalcomanie evidentemente non erano salvabili. Componenti ed allestimenti presi in considerazione originali o comunque coerenti con la datazione del telaio.
Interessante ed utile esemplare per ricostruire il percorso evolutivo delle produzioni Taurus e questo grazie alla sua originalità. Si riscontrano infatti delle caratteristiche che evideziano il progressivo allontanamento dai canoni più stringenti tipici delle prime versioni di questo modello, si veda per esempio l’adozione di una guarnitura senza alleggerimenti più adatta al modello 19. Ciò nonostante a metà anni 50 il modello Lautal da Viaggio Lusso era il migliore tra quelli con freneria a trasmissione rigida interna ancora in produzione soprattutto dopo la dismissione precoce del Preval intorno al 1951.