Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: modello da viaggio particolarmente lussuoso e all’avanguardia per i tempi, definito per convenzione “produzione Norimberga” (o Nurnberg) con sistema frenante anteriore trasmissione rigida interna e posteriore seminterno con bacchetta passante dal tubo obliquo movimentata da perno ad esso saldato con relativo braccetto che a sua volta si collega tramite seconda bacchetta al manubrio (bacchetta posteriore fuoriuscente da apposita finestrella creata sulla scatola del movimento centrale).
TELAIO: elagante costruito con tubi a congiunzioni invisibili, foderi a forma di canne piatte dalla sezione grande (pendenti da 2cm) con finali arrotondati su forcellini posterior brevettati Taurus con “tendicatena” zigrinati e incorporati, perni filettati per le aste dei parafanghi posizionati alti e sul fianco dei foderi pendenti.
FORCELLA: si presenta con decori a forma di freccia sulle teste, steli su cui sono saldati i perni filettati utili al montaggio delle aste dei parafanghi posizionati in alto rispetto ai forcellini dall’aspetto “schiacciato” tipici del periodo.
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: con punzonatura del numero di telaio in basso.
SERIE STERZO: smontabile coerente con calotte e dado di chiusura tipici, portafanale originale Taurus con T maiuscola ma non coevo (i rinforzi latetali piegati entreranno in produzione solo a fine anni 30)
MANUBRIO: con doppie leve a trasmissione interna predisposte per manopolini in osso, manopole della stessa tipologia, fissaggio ad expander, oblò d’ispezione per la regolazione del freno anteriore serrato da stemma avvolgente con arpia, T stilizzata e dicitura “Taurus Nurnberg”.
MOVIMENTO CENTRALE: a doppia campana in bagno d’olio con relativo oliatore (tipico) posizionato sulla scatola dello stesso che a sua volta accoglie la staffa utile al montaggio del carter ad essa saldata.
GUARNITURA,: in acciaio cromato con corona avente struttura decorata da tre T maiuscole, pedivelle marcate “Taurus”.
CARTER: tubolare in bagno d’olio composto da due parti con semidischi incorporati e codino basculante, sul bordo superiore troviamo l’oliatore e l’apposita staffa utile l’ancoraggio sul retro del fodero verticale provvisto di piccolo perno filettato (ricostruzione del carter dall’originale prodotta dal signor Attilio).
PARAFANGHI: con profilo a forma di “pagoda”, il posteriore addizionato di gemma in vetro tipo “melograno” (coerente), le aste regolabili sono direttamente avviate ai perni filettati saldati sul fianco dei foderi pendenti e degli steli (fissate da particolari “controdadi”).
ARCHETTI PORTAPATTINI: a forma di “cavallotto sfaccettato” perfettamente calzanti ai parafanghi.
MOZZI: in bagno d’olio con lubrificazione laterale a vite nel perno, corpo marcato “Taurus” e flange a 36 fori.
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: reggisella con fissaggio tramite expander, sella Brooks in lamina di cuoio con telaio a riccioli, probabilmente anni 30 ben conservata e coerente come tipologia.
PEDALI: a barre dritte con quattro blocchetti decorati da T maiuscola e distanziali, corpo centrale non intero che dovrebbe essere marcato “Taurus” (marcatura non visibile).
RUOTE: con cerchi R in acciaio cromato, coperture monocolore tubolari nuove, misura 28″ x 1 1/2 di conseguenza il telaio riporta la sigla K nel numero di telaio.
ACCESSORI: Gemma posteriore con vetro rifrangente a “melograno”, gonfiatore portatile.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: aspetto esteriore riportato a nuovo.
Restauro integrale effettuato da Marco Paracorto di Firenze. Colore “verde oliva” che il proprietario afferma essere della giusta tonalità e così sembrerebbero confermare le immagini fornite. Decori con decalcomanie e filetti oro/rossi coerenti. Non è del tutto chiaro se le decalcomanie con arpia e cartiglio Taurus fossero già utilizzate in questo periodo produttivo, più certezze vi sono per la versione “arpia con scudo e toro”. Tenendo presente la difficoltà nel ripristinare una Taurus di questo periodo, si deve parlare di un ottimo risultato che prevede componenti originali o comunque coerenti con il modello e la sua datazione (al netto delle sottolineature fatte).
Esemplare appartenente alla rarissima e ancora in parte misteriosa produzione Taurus della prima metà degl’anni 20 che testimonia molto bene, a quale notevole livello evolutivo e qualitativo fosse arrivata la ditta fondata dalla famiglia Fabbri nel 1908. Andava dunque sottolineata la particolare utilità storica di questa bicicletta che grazie alla informazioni fornite, ha contribuito alla ricostruzione storica ed evolutiva delle produzioni Taurus. l’ottimo restauro integrale eseguito con coerenza gli ha indubbiamente reso il giusto merito.