Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: modello inedito, non menzionato sui cataloghi attualmente noti. Si presenta come un mix dei modelli 14 e 27, in sostanza un telaio da corsa con congiunzioni a vista allestito come un modello da viaggio con freneria anteriore a trasmissione rigida interna e posteriore esterna a bacchette con tipico collegamento a forma di T su perno saldato al tubo obliquo. Sistema frenante terminato da archetti a forma di cavallotto e relativi ausili.
TELAIO: a tubi tondi a sezione conica interna, congiunzioni rinforzate esterne cromate, foderi sottili, finali a punta su forcellini posteriori con “tendicatena” zigrinati e incorporati tipici della Taurus (brevettati).
FORCELLA: presenta congiunzioni decorate a forma di freccia sulle teste (come usuale per le produzioni Taurus), steli con finali a punta sui forcellini dall’aspetto “arrotondato”.
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: decorato da congiunzione a forma di T come visto sui modelli 14 del dopoguerra, stemmino “arpia cartiglio Taurus” a decoro abbianato da speculare decalcomania sul tubo piantone, quest’ultimo riportante il numero di telaio punzonato. Particolare smaltatura di un rosso inconsueto alternato a porzioni di telaio con cromature a vista.
SISTEMA FRENANTE: tipico del modello 27 come descritto in “presentazione”.
MANUBRIO: anch’esso tipico del modello 27 con doppie leve interne del tipo “non ergonomiche” con decori a T e sfere sui finali, finestrella alla destra dell’impipatura con braccetto sagomato per la bacchetta del freno posteriore, oblò d’ispezione per la regolazione del freno anteriore serrato da stemma con fregio della Taurus smaltato.
SERIE STERZO: estraibile con calotte lisce (non zigrinate), collarino “stringicannotto” e dado di chiusura sfaccettato, portafanale con T maiuscola, tipico delle Taurus da viaggio del dopoguerra.
MOVIMENTO CENTRALE: del tipo a chiavelle, caratteristica comune ad entrambi i modelli 14 e 27, perno alleggerito tipico dei modelli sportivi.
CARTER: di tipo tubolare composto da due pezzi con “disco copricorona” e codino smontabili, piccola staffa a forma di “cavallotto” forata per l’ancoraggio al fodero orizzontale.
PARAFANGHI: dal profilo a forma di “parentesi graffa” con alette che si uniscono in un’ampia coda, aste regolabili ed avvitabili ad appositi occhielli filettati posizionati sui forcellini.
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: fissaggio del reggisella tramite collarino più assimilabile ai modelli sportivi, sella in cuoio con telaio a molle non ben identificabile non molto coerente.
MOZZI: non visibili dalle immagini fornite, ipotizzabile pensare siano montati gli sportivi F.B. o similari.
RUOTE: con cerchi R in acciaio cromato, coperture monocolore nuove.
ACCESSORI: campanello Taurus, gruppo luce con dinamo posizionata a sinistra e fanale con selettore, fanalino posteriore agganciato al fodero pendente.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: la smaltatura si presenta di un colore rosso non usuale, si ipotizza possa essere comunque quella originale molto ben conservata in maniera omogenea e alternata a porzioni con cromature a vista. Segni del tempo non invasivi, parti bianche e in generale cromature apparentemente senza ossidazioni, decalcomanie e decori a doppi filetti non presenti.
Restauro conservativo eseguito dal proprietario che parebbe aver mantenuto le caratteristiche principali di questa bicicletta così come da ritrovamento. Si deve sottolineare però che la mancanza di immagini ulteriori non aiuta a definire il quadro completo di una bicicletta che a prescindere, risulta essere di non facile lettura per le caratteristiche inedite che la contraddistinguono.
L’esemplare presentato ha suscitato senza dubbio molto interesse per le inedite caratteristiche, che una volta di più, sottolineano la spiccata propensione della “Cicli Taurus” all’ecletticità grazie a una produzione “snella” di carattere pseudo-artigianale. Risulta infatti difficile pensare a questa bicicletta come ad un semplice e postumo “divertimento sperimentale” concepito da un bravo artigiano ma per precisione degl’interventi e componenti utilizzati, si può essere sufficientemente sicuri che quanto meno chi ebbe modo di progettare e realizzare queste modifiche, avesse un contatto diretto con la Taurus, un concessionario o la casa madre stessa. Per la datazione (niente affatto scontata) ci si è trovati difronte a una riflessione che teneva conto del rapporto tra numero di telaio e peculiarità dell’esemplare. In conclusione si è scelto che il 1950 fosse la miglior approsazione possibile.