Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: L’importante esemplare presentato fu commercializzato alla fine degli anni 20 e in virtù del suo allestimento ancora originale, rappresenta al meglio questo modello di gran lusso, all’avanguardia per l’epoca anche grazie al sistema frenante a trasmissione rigida completamente interno al telaio, completato da archetti e relativi ausili.
TELAIO: elegantemente sobrio e robusto, costruito con tubi tondi forgiati in acciaio speciale e saldati a congiunzioni invisibili, scritta “Taurus” damascata in rilevo sul tubo obliquo, foderi di forma ovale usualmente definiti a “canne piatte” dalla sezione grande (pendenti con asse maggiore da 2cm) con porzioni finali arrotondate su forcellini posteriori caratterizzati da “tendicatena” zigrinati e incorporati (brevetto Taurus). Il fodero orizzontale destro presenta una piccola staffa forata utile all’ancoraggio del carter (caratteristica questa molto rara perché impiegata per pochi anni), i foderi verticali presentano perni filettati saldati in alto rispetto ai forcellini (anteriori e posteriori) fondamentali per il montaggio delle aste dei parafanghi.
FORCELLA: con decori a forma di freccia sulle teste e steli con perni di fissaggio delle aste dei parafanghi saldati in alto rispetto ai forcellini dall’aspetto “schiacciato” tipico di questo periodo, all’interno della forca troviamo due piccoli perni filettati utili al collegamento dei braccetti all’archetto del freno (egualmente avviene sui foderi orizzontali).
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: sezione conica, congiunzioni invisibili e privo di rinforzi, presenta la predisposizione per il meccanismo “bloccasterzo”, la marcatura del numero di telaio e nome del modello.
SERIE STERZO: completamente smontabile, ideata per completare il “sistema bloccasterzo”, calotta superiore incorporata al morsetto “stringicannotto”, calotta inferiore da sterzo inserita a pressione, “portafanale” decorato con T maiuscola e tipico dado di chiusura (seconda versione anni 20).
MANUBRIO: caratterizzato da doppie leve a trasmissione interna, ergonomiche e sagomate a forma di “foglia allungata” (peculiari esclusivamente del modello 19 di questo periodo), oblò d’ispezione per la regolazione del sistema frenante serrato da stemma avvolgente tipico dei primi Modelli 19 decorato da arpia, T stilizzata e doppia scritta “Taurus” circolare.
MOVIMENTO CENTRALE: a doppia campana in bagno d’olio con lubrificazione tramite tipico oliatore posizionato sulla scatola dello stesso (dadi di chiusura tipici e coerenti).
GUARNITURA: adatta al relativo movimento centrale, realizzata in acciaio nichel-cromato e con pedivelle marcate dalla scritta “Taurus” curva.
CARTER: tubolare in bagno d’olio composto da un unico pezzo con “disco copricorona” e codino smontabili, decoro a tre costine stampate sui bracci, oliatore e sottostante valvola di scarico, sistema di fissaggio tramite piccola staffa forata e saldata sul bordo esterno utile all’ancoraggio avvitata al piccolo perno filettato presente sul retro del fodero verticale.
PARAFANGHI: dal profilo a forma di “pagoda”, all’anteriore con ciò che rimane delle alette laterali, aste registrabili fissate ad oppositi perni filettati saldati ai foderi e agli steli della forcella grazie peculiari viti con teste esagonali flangiate.
ARCHETTI DEI FRENI: a forma di “cavallotto sfaccettato”, quello anteriore posizionato al di sotto del parafango (di dimensioni ridotte e più sottili rispetto a quelli da montare sopra al parafango).
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: fissaggio del reggisella tramite expader e sella originale in cuoio con telaio a “riccioli” marcata T.W.N (Taurus werke Nürnberg).
MOZZI: in bagno d’olio con lubrificazione laterale a vite nel perno, corpo marcato “Taurus” e flange a 36 fori.
PEDALI: nella versione a barre dritte con corpo centrale intero coerenti con il periodo produttivo, ma va sottolineato come i cosiddetti pedali “ovetto” a barre curve con sei gommini decorati da T maiuscola, fossero gia in produzione e i più iconici anche per questo modello. Ciò nonostante, considerando anche le generali condizioni di conservazione in linea con il resto della bicicletta, si può ipotizzare siano quelli ora montati comunque originali, mentre i blocchetti sono d’epoca ma con ogni probabilità frutto di una sostituzione postuma.
RUOTE: con cerchi R originali in acciaio con ancora alcune tracce di cromatura, coperture monocolore nuove.
ACCESSORI: campanello Taurus, bellissimo, raro e coevo gruppo luce RADIUS A, “paramanubrio” d’epoca in metallo con inserto in gomma.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: aspetto esteriore da biciclette conservata con smaltatura originale di colore “nero” molto usurata e spesso non ben identificabile perché alterna tratti di fondo “minio” al nudo metallo del telaio. Il tutto però ha assunto una patina dell’epoca uniforme e decisamente non priva di notevole fascino. Sono presenti minime tracce di decori a filetti, circostanza piuttosto importante in quanto testimonia l’utilizzo dello schema caratterizzato da doppia colorazione rosso/oro, mentre le decalcomanie sono completamente sparite. Le parti bianche e in generale le cromature si presentano molto ossidate ma anch’esse ben curate e dal gradevole aspetto d’epoca.
Restauro conservativo ben eseguito dal proprietario che ha salvaguardato le condizioni della bicicletta così come da ritrovamento per quel che riguarda la verniciatura, le parti bianche ossidate, cosi come tutti i componenti e gli allestimenti originali. (Si rimanda alla descrizione delle caratteristiche).
Questo esemplare, con la sua preziosa originalità, è un fondamentale esempio di come la Taurus concepì il suo modello di punta in una delle sue prime versioni alla fine degli anni 20. Chiaramente si deve parlare di rarità assoluta e perciò che biciclette come questa risultano essere non solo di grande interesse collezionistico, ma soprattutto decisive dal punto di vista storico, perché grazie alle informazioni che esse sanno fornire, si è potuto far luce su questo periodo produttivo caratterizzato da scarsa documentazione cartacea utile allo scopo.