REGISTRO CAMPAGNOLO
A cura di Antonio Bertone, Silvio Antoniucci, Simone Barzon
Dal rivoluzionario sgancio rapido ai mozzi, dai forcellini ai primi cambi a leva e a parallelogramma, dai reggisella ai freni, fino all’introduzione di gruppi completi e alla fabbricazione di attrezzi specializzati: la popolarità e la larga diffusione sia in ambito competitivo che amatoriale, hanno fatto sì che nel tempo la componentistica Campagnolo diventasse un vero e proprio oggetto di culto per gli appassionati di tutto il mondo. Da qui l’importanza di disporre di una risorsa di riferimento per l’identificazione, la datazione e l’illustrazione dei vari modelli. Una sfida raccolta da RSC, che intende così catalogare i principali componenti d’epoca ed illustrarne le relative evoluzioni nel tempo. Se i cataloghi forniscono naturalmente una base di partenza, di certo non sono sufficienti. Il risultato finale è frutto di studi e discussioni con il contributo di esperti che hanno fornito un prezioso aiuto a RSC, sulla base di materiale a disposizione o, in assenza, di contenuti accuratamente selezionati disponibili in rete. La presentazione lungo linee temporali chiamate “timeline” permette di visualizzare cronologicamente l’evoluzione dei singoli componenti.
Storia tratta dal sito ufficiale www.campagnolo.com
Un gelido giorno di novembre del 1927, un giovane Tullio Campagnolo scalava il Passo Croce d’Aune nel Gran Premio della Vittoria. La neve avvolgeva le cime delle montagne e le temperature stazionavano intorno agli zero gradi, condizioni rese ancora più dure dalla foratura subita da Tullio. All’epoca le ruote erano serrate con dadi ad alette che si potevano allentare a mano e non era quindi necessario portare una chiave inglese. Ma, a quelle temperature, l’impresa si rivelò tutt’altro che semplice. Tullio aveva le dita intorpidite dal freddo e a poco servì lottare con il dado ad aletta: non ci fu verso di rimuovere la ruota e fu infine costretto ad abbandonare. Tullio era molto più di un atleta. Era un creativo che osò sognare in grande e rovesciare lo status quo. Doveva esserci un’altra soluzione, e lui lo sapeva bene. Tre anni dopo nacque lo sgancio rapido. Il bloccaggio rapido viene brevettato l’8 febbraio 1930, mentre la sua produzione industriale inizierà nel 1933. In quell’anno Tullio Campagnolo fonda l’azienda Campagnolo, con sede nel retrobottega della ferramenta del padre in Corso Padova 101 a Vicenza. Nasce quello che diventerà il marchio simbolo dell’evoluzione del ciclismo moderno. Campagnolo segue le gare, parla con i corridori, ne raccoglie le indicazioni, i suggerimenti. Interpreta tutti quei dati raccolti sul campo, poi mette mano a carta e matita e disegna schizzi, prospetti; passa poi a lavorar di lima nel retrobottega del negozio di ferramenta. Peso ridotto, grande affidabilità ed assenza di attriti. La soluzione alle necessità e alle sfide dei miti del ciclismo arriva sempre dalla bottega di Vicenza. L’ingegno di Tullio Campagnolo lo porta a sviluppare ulteriormente l’idea dello sgancio rapido. Il 4 maggio 1940 nasce il “cambio a bacchette. Due leve comandano lo sgancio della ruota e la posizione della catena. “Senza attriti e senza rumore” era lo slogan della Campagnolo degli anni ’30. Nel 1946 il cambio a doppia bacchetta si evolve nella versione Corsa 1001, con la quale Gino Bartali vince il Tour de France del 1948. Nel 1949 i comandi di sgancio e cambiata confluiranno in una leva unica. Nasce il Paris-Roubaix 1002, così battezzato in onore di Fausto Coppi per la sua vittoria nell’omonima corsa nel 1950. Sempre nel 1949 Campagnolo presenta a Milano un prototipo di deragliatore posteriore che prevede l’utilizzo di un parallelogramma deformabile e di un tendicatena a doppia puleggia. Il nuovo cambio è attuato per mezzo di due cavi flessibili e da comandi posizionati sul tubo obliquo. Ma è ancora in fase sperimentale e ne verranno prodotte solo 10 unità. L’innovazione in casa Campagnolo si chiama Gran Sport, è la massima espressione della tecnologia ciclistica di quel tempo. La versione definitiva che esce nel 1951 è ulteriormente migliorata. Il sistema rivisto prevede l’utilizzo di un singolo cavo e di una molla antagonista. Ancora più semplice, ancora più veloce. È perfetto: sarà un successo. Nasce il cambio moderno. Campagnolo non si ferma alla produzione del cambio. Nel 1956 arrivano il reggisella, la serie sterzo, e i pedali. Con la guarnitura, che viene introdotta nel 1959, si va a definire quello che comunemente viene chiamato “gruppo”. Si tratta di un concetto nuovo ed importantissimo. L’idea di gruppo andrà ad affermarsi negli anni successivi con la costituzione di componenti progettati per una perfetta interazione. L’affidabilità e le performance del cambio GranSport vengono ulteriormente migliorate con l’introduzione, nel 1962, del cambio Record. La geometria diventa sempre più moderna e il bilanciere avanzato permette alla catena di avvolgere di più i pignoni e di adottare quindi una più ampia gamma di rapporti. La nuova guarnitura a cinque bracci proposta da Campagnolo ha un girobulloni ridotto che permette di montare moltipliche inferiori ai 47 denti, limite di quel tempo. Nel 1961 viene realizzata una guarnitura tripla che precorre i tempi di un ciclismo che chiede sempre di più alla bicicletta. Gli anni Sessanta sono un trampolino fantastico per Campagnolo che diventa sempre più il nome di riferimento nella componentistica. Al Tour del ‘63 ben 110 dei 130 iscritti al Tour, sulle loro biciclette, utilizzano il cambio Campagnolo. Iniziano le esportazioni in tutto il mondo e Campagnolo apre uno stabilimento vicino a Bologna, si sperimentano così nuovi settori. Spingendo sull’acceleratore dell’innovazione, Campagnolo adotta i migliori materiali. Alleggerisce il cambio presentando il Nuovo Record, realizzato grazie all’impiego di alluminio forgiato a freddo. La popolarità e l’apprezzamento del Nuovo Record sono enormi e segneranno la storia di Campagnolo per quindici anni. Gli anni settanta sono contraddistinti dai miti. Sulle strade d’Europa è Eddy Merckx a lasciare sempre il segno, ma sulla bici di ogni ciclista è il nuovo Super Record l’unico vero protagonista. Il Super Record che mette a punto Campagnolo è una pietra miliare e si abbatte sul ciclismo con la violenza di un corridore instancabile. In produzione dal 1973 fino al 1987, verrà aggiornato alla versione nera e argento nel 1979. Il cambio è realizzato in Ergal e Titanio. È un successo per leggerezza, precisione e per gusto estetico. I particolari in titanio lo rendono leggerissimo: pesa meno di 200 grammi. Nel 1983 viene prodotto il gruppo “Cinquantenario”, i componenti riportano la firma di Tullio Campagnolo, la viteria è placcata in oro, viene venduto in serie limitata con una apposita valigetta ed è accompagnato da un certificato di autenticità. Inoltre, lo stampo iniziale è stato realizzato alla vecchia maniera: con la lima. Il C-Record, che esordisce nel 1984, è un gruppo di componenti dalla linea mai vista prima. Forme morbide e aerodinamiche in ogni dettaglio e soprattutto i freni Delta sono elementi unici. Il nuovo gruppo, pian piano, verrà riconosciuto come uno dei più belli della storia della bicicletta.