Articolo di: Paolo Marchioni (Paolo da Fe)

Dal libro “Ferrara Illuminata” edito dalla Fondazione CARIFE nel 2009.

Trattasi di un interessante rassegna delle Ditte che dal 1800 hanno lavorato a Ferrara ed hanno contribuito alla conoscenza di una delle più straordinarie scoperte tecnologiche dell’età moderna – l’energia elettrica – stimolando nuove attività economiche nel
territorio ferrarese.

Si ringrazia l’editore e l’autore della ricerca Alberto Cavallaroni, noto collezionista di prodotti Radius .

Officine Elettromeccaniche Puglioli & C. s.p.a. (marchio RADIUS)

L’Officine Elettromeccaniche Puglioli & C. viene fondata nel 1927 dai soci Francesco Puglioli, Filippo Lolli, Ferruccio Pedretti, Gastone Torregiani, tutti operanti all’interno dell’azienda pur con compiti differenti.

La ditta, nel cui oggetto sociale era indicato anche il settore dei casalinghi, operò solo nel campo di fanali e dinamo per biciclette, con i marchi RADIUS, LUX, ai quali si aggiungerà in seguito il marchio FAOS.

Fu la prima e la più importante fabbrica italiana di fanaleria; molti furono i brevetti e le innovazioni tecniche sviluppate negli anni di produzione, che fecero tali manufatti – dinamo e fanali – tra i migliori in assoluto sia in Italia che all’estero, tanto che ancora oggi appassionati e collezionisti ricercano i prodotti Radius, che, amorevolmente recuperati, continuano a svolgere la loro ottima funzione.

In particolare la dinamo, grazie a speciali accorgimenti ed al rotore che lavorava su cuscinetti, produceva una notevole potenza che, unita alle specifiche caratteristiche costruttive della calotta del faro, generava un intenso fascio luminoso.

Il fanale e la dinamo – costruita in ottone – erano sottoposti a più bagni di cromatura, che li rendevano particolarmente brillanti.

La forma della dinamo cambiò negli anni: dalla prima forma a “cipolla” con rotella che girava sul cerchio (modello A), si passò a quella a forma di cilindro con rotella che lavorava sul copertone, così come cambiò la dimensione dai più grandi dei primi modelli A, B e C, chiamati a cipolla per la loro caratteristica forma, ai più piccoli degli anni 45- 50 –
modelli E, B 49, B 52 e B 67.

Anche i fanali, sia verniciati che cromati e nelle diverse forme, erano sempre di grande eleganza, qualità e robustezza in grado di reggere la concorrenza di prodotti ugualmente di qualità fabbricati in Inghilterra, Francia e Germania, dove la produzione era cominciata molti anni prima.

L’azienda, che arrivò ad occupare fino a 250 persone, rallentò la produzione negli anni 60 a causa dell’immissione sul mercato di prodotti in materiale plastico che resero difficile la
commercializzazione della fanaleria Radius molto più costosa.

Nei primi anni 70 le Officine Elettromeccaniche Puglioli & C, ridusse la produzione fino alla definitiva chiusura dell’attività.

Modelli prodotti:

Mod. A

Nella dinamo modello A l’energia elettrica viene prodotta dalla rotazione di una ruota in gomma che prende il moto dal cerchio nella pista dei pattini.

Nel fanale di questo modello la ghiera forma un pezzo unico con la calotta stessa (di diverso colore) ed è per questo il particolare costruttivo che si differenzia dai successivi modelli B e C, dove la ghiera è separata dalla calotta.

Il vetro e la parabola sono fissati alla calotta con un ferro armonico in acciaio (tipo seger).

Mod. A Bis

In galleria potete osservare un chiudilettera e due bellissime matrici di stampa ritorvate dai nostri cari amici dell P.O.F..

Interessantissimo documento che ci fa scoprire l’esistenza di un “nuovo” modello!

Coevi quindi questi due primi modelli di dinamo e fanali “Radius”

Mod. B

Questo modello segna il passo di qualità della Radius con la dinamo a “cilindro”. La presa di corrente è posta sul gambo superiore del corpo principale.

La costruzione di questo modello e del successivo C, viene modificata con la ghiera separata dalla calotta; il vetro e la parabola sono fissati alla calotta dalla ghiera che con una rotazione si separa dalla stessa. La ghiera viene poi immobilizzata con una piccola vite a spacco che si avvita nella parte inferiore della calotta .

Il modello B è stato costruito in due versioni: il primo “B 1°” non ha il fregio rotondo in corrispondenza del foro di entrata del portalampada che invece ha il “B 2”, costruito successivamente in ordine di tempo.

Un’interessante variabile di questo modello è costituita dallo “”sfaccettato “” con la calotta a spicchi completamente cromata e di gradevole aspetto esteriore. Aveva il logo Radius
inserito in un disegno rotondeggiante.

Mod. C

La dinamo C si differenzia dal precedente modello B per la presa di corrente situata nella parte inferiore del corpo principale.

Il corpo cambia completamente assumendo una forma sferica molto schiacciata, con
ghiera smontabile ed un fregio in ottone che comprende la plastica che delimita
la fessura di controllo della luce; il fregio ha inciso la parola Radius in corsivo.

Mod. E

La dinamo del modello E. Rappresenta la seconda grande innovazione tecnologica e strutturale della produzione RADIUS.
Si ritiene che questo modello sia stato costruito presumibilmente dal 45- 46 in poi, considerando che la fabbrica abbia avuto una sosta forzata durante la guerra, visto che non si hanno notizie di una riconversione aziendale a scopo bellico.
I modelli più vecchi riportano la lettera E in un disegno circolare posto al centro del corpo principale.

Anche il fanale modello E è completamente rinnovato nella forma e nelle dimensioni che, come nella corrispondente dinamo, saranno mantenute anche nei modelli successivi. La forma della calotta è “ a uovo” ed è quella che verrà mantenuta fino alla fine della produzione. Non ha però la fessura di controllo della luce che avranno invece i modelli successivi, pur presentando un elegante rilievo nel dorso del fanale.

La calotta è in ferro sarà inizialmente verniciata con i colori della bicicletta e successivamente potrà essere cromata seguendo i gusti del mercato.

Mod. B47

L’amico e collezionista Paolo Soncini da Parma ci mostra la rara dinamo Radius mod. B47 .

Da notare il collo più tozzo rispetto al mod. B49.

Mod. B49

Il numero che contraddistingue questo modello, si ritiene sia l’anno di costruzione dopo
la positiva esperienza del modello E costruito per alcuni anni.

Il movimento dell’ attacco della dinamo alla ruota avviene tramite un cilindro che viene spinto in avanti.

La forma è mantenuta “a uovo”, ma la calotta è costruita in ottone. Ha la fessura di controllo della luce della parabola chiusa da una plastica rossa. (gemma rossa)

La parabola presenta un piccolo foro per il passaggio del fascio luminoso alla fessura di controllo.

Mod. B52

Questo modello viene costruito dal 1952 fino al 1967. La dinamo del modello B 52 presenta alcune modifiche strutturali che impediscono al guscio in ottone cromato di fessurarsi; si aziona spingendo in basso la leva di scatto sulla quale è inciso B 52.

Il fanale presenta un’importante novità costruttiva. Una ruota di plastica nera posta nella parte posteriore della calotta, permette di modificare il cono luminoso con l’avanzamento della lampadina inserita in un semplice ma ingegnoso supporto in ottone.

Il fanale B 52 viene costruito in due diverse dimensioni; il più piccolo viene installato sulle bici da donna o in quelle sportive.

Mod. B67

È l’ultimo modello della produzione Radius.

Sia il fanale che la dinamo sono sostanzialmente uguali al modello precedente B 52.

Fanalino Radius

Il corpo in ottone racchiude un vetro liscio di ottimo spessore; riporta la scritta RADIUS in carattere maiuscolo.

Viene fornito di supporto in ferro di adeguata forma e dimensione.

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