Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: l’esemplare presentato propone caratteristiche del tutto peculiari che verranno di seguito descritte: modello da viaggio lussuoso e conservato che denominiamo 30 solamente perché così verrà definito nel catalogo Taurus del 1936 ma del tutto similare alla variante “meno ricercata” delle produzioni anni 20 con sistema frenante anteriore a trasmissione rigida interna e posteriore a bacchette esterne con tipico collegamento a forma di T su perno saldato al tubo obliquo, in tutto addizionato di archetti e relativi ausili.
TELAIO: elegante costruito con tubi a congiunzioni invisibili, foderi a forma di canne piatte dalla sezione grande (pendenti da 2cm) e finali arrotondati su forcellini posteriori con “tendicatena” zigrinati e incorporati (brevettato Taurus), perni filettati per le aste dei parafanghi posizionati alti rispetto ai forcellini.
FORCELLA: si presenta dall’aspetto del tutto inedito caratteristico solo del modello 30 in questo preciso periodo storico (primi anni 30) con congiunzioni rinforzate esterne decorate da tre scanalature parallele, steli con perni filettati per le aste dei parafanghi, posizionati in alto rispetto ai forcellini (classici per l’epoca) dall’aspetto “schiacciato”. Questa scelta singolare dovrebbe essere legata alla natura stessa del telaio adottato per queste varianti di modello 30 che sembrerebbe essere di tipo “balloncino” quindi con la logica esigenza di essere rinforzato e con misure idonee allo scopo. Questa ipotesi è suffragata da alcuni esemplari con numero di telaio H visionabile (come in questo caso) e dal generale aspetto esteriore.
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: cannotto dello sterzo con numero di telaio punzonato in basso.
MANUBRIO: con doppie leve a trasmissione interna predisposte per i manopolini in osso (in due pezzi), manopole della stessa tipologia, fissaggio ad expander, oblò d’ispezione per la regolazione del freno anteriore e stemma Taurus rotondo smaltato, finestrella con bordatura sulla destra dell’attacco del manubrio, utile alla fuoriuscita del braccetto di rinvio per la bacchetta posteriore.
SERIE STERZO: estraibile classica per questo periodo con calotte zigrinate, portafanale decathlon da T maiuscola e tipico dado di chiusura.
MOVIMENTO CENTRALE: a doppia campana in bagno d’olio (sostanziale differenza dal modello 18 prima 21), con oliatore posizionato sulla scatola dello stesso che a sua volta accoglie la staffa utile al montaggio del carter.
CARTER: tipo tubolare in bagno d’olio composto da due pezzi con “disco copricorona” singolarmente decorato a cerchi e smontabile come il codino, oliatore e staffa per l’ancoraggio al perno filettato saldato al retro del fodero verticale, posizionati sul bordo superiore.
PARAFANGHI: dal profilo a forma di “pagoda” costa centrale cromata, l’anteriore con alette laterali e il posteriore con imbiancatura (potrebbe anche essere postuma), aste regolabili avvitate tramite tipiche viti con testa esagonale flangiata.
ARCHETTI PORTAPATTINI: non sono evidentemente i classici “sfaccettati” abbinati ai parafanghi “pagoda” ma appaiono come “cavallotti arrotondati” dalla forma piu ampia probabilmente per adattarsi alle misure da “balloncina” della bicicletta.
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: reggisella con fissaggio tramite expander, sella in cuoio con telaio a molle d’epoca non ben visibile ma con ogni probabilità non originale.
PEDALI: originali della tipologia cosiddetta ad “ovetto” a barre curve con sei gommini decorati da T maiuscola ancora in parte visibili e corpo centrale intero con marcatura “Taurus” se ancora apprezzabile.
MOZZI: non ben valutabili dalle immagini fornite ma che teoricamente dovrebbero essere quelli marcati “Taurus” con oliatore a filo avvitato nel perno.
RUOTE: probabilmente maggiorate con cerchi r in acciaio cromato dall’aspetto vissuto e quindi senza certezze ma potrebbero essere quelli originali, coperture monocolore di misura idonea.
ACCESSORI: Gruppo luce anni 30, maniglia “saltafossi” coerente, fanalino posteriore applicato al parafango non coerente, “paramanubrio” d’epoca ma non ben visibile.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: le immagini fornite sono per lo più non molto nitide ma comunque si può parlare di smaltura originale di colore “nero lucido”, con segni del tempo a tratti anche molto evidenti ma che complessivamente non deturpano il bell’aspetto d’epoca, probabile qualche traccia di decori a doppi filetti rosso/oro, decalcomanie decisamente meglio conservate, le parti bianche erano molto ossidate con tracce di cromatura originale, evidentemente la loro pulizia ha portato alla luce il nudo metallo lucidato sui parafanghi e sul carter come è normale capiti se era quello l’intento.
Restauro conservativo eseguito dal proprietario che parebbe aver salvaguardato le condizioni della bicicletta così come da ritrovamento. Componenti ed allestimenti presi in considerazione originali o coerenti secondo descrizione fatta.
Questo esemplare risulta essere decisamente interessante per originalità, datazione e soprattutto per caratteristiche del tutto peculiari che sono state di grande utilità per ricostruire l’evoluzione delle produzioni Taurus di questo periodo storico ancora scoperto da relativo materiale cartaceo (il catologo più prossimo ad oggi conosciuto è quello di tre anni successivo del 1936). Si può inoltre affermare che le modello 30 “balloncine” con questa singolare forcella anteriore sono molto rare e questo sicuramente accresce anche la loro importanza a livello collezionistico.