Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: esemplare importante e di rarità assoluta che dopo il suo restauro a nuovo che ha compreso il reintegro dei componenti mancanti, rappresenta nel miglior modo (nei limiti del possibile) come doveva essere il modello da corsa proposto dalla allora ditta “FABBRI GIUSTO” di Pavia nei primi anni 20, denominato come “14” sin dal catalogo “VITTORIO FABBRI” del 1913/14.
TELAIO: si notano già le caratteristiche tipiche delle produzioni Taurus essendo costruito rinforzato ma a congiunzioni invisibili, marcatura “Taurus” in rilievo sul tubo obliquo, foderi a forma di canne piatte dalla sezione grande (pendenti da 2cm) e finali a punta (caratteristici del modello corsa dei tempi) sui forcellini posteriori “tipo corsa”, perni utili all’ancoraggio delle aste dei parafanghi saldati sui pendenti e in alto rispetto ai forcellini.
FORCELLA: si presenta a congiunzioni invisibili, tipica del periodo con teste arrotondate senza decori e cromate, steli con perni per le aste dei parafanghi saldati alti rispetto ai forcellini dall’aspetto “schiacciato”. Non si nota alcun foro utile ad accogliere il supporto per il freno a tampone o tipo “BOWDEN” a trasmissione via cavo.
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: cannotto dello sterzo con congiunzioni esterne e marcatura del numero di telaio.
MANUBRIO: in acciaio cromato dalla forma coerente tipo corsa, con pipa saldata alla piega, fissaggio tramite expander e stemma rotondo “Taurus Nurnberg”, manopole decorate nuove ma giuste per tipologia, marcatura “Taurus” pantografata sulla pipa.
SERIE STERZO: estraibile molto accattivante con calotte decorate da “greca” a tutto tondo e dado di chiusura zigrinato.
SISTEMA FRENANTE: frenata esclusivamente tramite mozzo a contropedale. Valutando il periodo storico in cui la bicicletta venne prodotta, risulta normale pensare anche a una versione con freni tipo “BOWDEN” a filo, relative leve smontabili e mozzo “giroruota”.
MOVIMENTO CENTRALE: tipo a chiavelle, a catalogo “VITTORIO FABBRI” del 1913/14 le precedenti modello 14a e 14b montavano l’iconico doppia campana in bagno d’olio. Probabile sistema di lubrificazione laterale sul perno (come poi visto nei modelli 21 di fine anni 20) o almeno così parrebbe essere, data la presenza dell’apposito “tappo di chiusura” con testa a taglio.
GUARNITURA: con corona dal disegno a “stella stilizzata” molto simile a quella presente per pari modello nel catalogo “VITTORIO FABBRI” 1913/14, pedivelle con inusuali alleggerimenti per i tempi e scritta pantografata “Taurus”: non è dato sapere con certezza se la lavorazione sia stata realizzata ricalcando (non troppo fedelmente) la preesistente come comunicato dal proprietario oppure usando come esempio l’originale dello stesso periodo come descritto dall’ultima immagine a corredo della scheda.
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: reggisella con fissaggio tramite expander, sella in cuoio con telaio leggero tipo corsa.
MOZZI: entrambi in acciaio e ricromati con marcature pantografate “Taurus Nurnberg”, l’anteriore con oliatore centrale ad “elmo”, il posteriore a contropedale, dadi per chiusura rapida senza chiave in linea con il modello e la sua datazione.
PEDALI: a sega leggeri e robusti coerenti con la datazione e la tipologia della bicicletta.
RUOTE: con cerchi in legno probabilmente nuovi, colorati in fase di restauro con impregnante particolarmente scuro e protettivo (o almeno con cerchi in legno era allestita precedentemente), coperture monocolore nuove.
ACCESSORI: Campanello d’epoca sul tubo del manubrio.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: aspetto esteriore riportato a nuovo.
Restauro a nuovo molto difficoltoso eseguito con lodevole impegno dal proprietario che ha dovuto reintegrare alcuni introvabili componenti mancanti perché probabilmente sostituiti durante trasformazione postuma in bicicletta da turismo (così almeno era stata presentata precedentemente). Le informazioni ricevute parlano di allestimenti integrati (manubrio e mozzi soprattutto) recuperati direttamente da altro esemplare speculare, un’eventualità questa da definire quanto meno molto fortunosa. Sicuramente, al di là dell’originalità o meno dei reintegri, si tratta a prescindere di un risultato davvero rimarchevole che ha restituito nel miglior modo possibile l’aspetto che dovrebbe dovuto avere una Taurus 14 del 1920. Andrebbe solo fatta una riflessione sull’opportunità di marcare con lavorazione a pantografo i suddetti, operazione probabilmente evitabile. La verniciatura color verde (adatta ai modelli corsa), non si dubita sia stata eseguita con dovizia così come la stesura dei decori a doppi filetti rosso/oro, l’unica sottolineatura va fatta esclusivamente a titolo informativo, sulle decalcomanie “arpia e cartiglio Taurus” adottate (speculari alle originali per altro): non ci sono testimonianze certe su quali fossero utilizzate dalla Taurus in questo periodo, si ha solo una parziale conferma sulla tipologia con “arpia, scudo con toro e cartiglio Taurus”.
Non esistono al momento altri esemplari di questo tipo riportati alle loro presunte condizioni di originalità, solo un altro telaio con le medesime caratteristiche (e numero di telaio di similare) è stato catalogato, purtroppo però convertito in condorino ed equipaggiato con allestimenti CAMPAGNOLO, mentre della presunta bicicletta che avrebbe fatto da donatrice per questo notevole restauro, non si hanno informazioni. Risulterà quindi chiaro che il sopra descritto, sommato alla mancanza di documentazione cartacea dell’epoca, fanno di questa modello 14 un’importante testimone delle produzioni Taurus a cavallo tra anni 10 e 20 a prescindere dalle doverose sottolineature fatte.