Taurus.044

Marca/Brand

Taurus

Scheda/Datasheet n.

.044

Modello/Model

30

Telaio/Frame n.

H12500

Tipo/Type

Passeggio

Corridore/Racer

Anno/Year

1930

Proprietario/Owner

Giorgio

Caratteristiche / Specs

PRESENTAZIONE: questo bell’esemplare di alta gamma e ben conservato nella sua originalità, potrebbe già esser stato denominato “modello 30” ma l’assenza dei cataloghi di questo questo periodo storico (o di bicicletta con decalcomanie identificative) impone l’uso del condizionale.

SISTEMA FRENANTE: freneria anteriore a trasmissione rigide interna e posteriore a bacchette esterno con caratteristico collegamento a forma di T su perno saldato al tubo obliquo, il tutto addizionato da archetti e relativi ausili.

TELAIO: elegante a congiunzioni invisibili con foderi a forma di canne piatte dalla sezione grande (pendenti da 2cm) e finali arrotondati su forcellini posteriori zigrinati brevettati Taurus, marcatura in rilievo “Taurus” sul tubo obliquo, perni filettati per le aste dei parafanghi posizionati in alto rispetto ai forcellini.

FORCELLA: si presenta con decori a forma di freccia sulle teste, steli con perni filettati utili al montaggio delle aste dei parafanghi posizionati in alto rispetto ai forcellini dall’aspetto “schiacciato” tipico dell’epoca.

MANUBRIO: con doppie leve a trasmissione interna con manopolini in osso in due pezzi (manopole della stessa tipologia), fissaggio ad expander, oblò d’ispezione utile alla regolazione del freno anteriore serrato da stemma smaltato circolare (e supporto) con dicitura “Taurus”, finestrella bordata sulla destra dell’attacco del manubrio dalla quale fuoriesce il braccetto di rinvio per il fteno posteriore.

MOVIMENTO CENTRALE: a doppia campana in bagno d’olio con relativo oliatore (tipico) sulla scatola dello stesso che a sua volta accoglie la staffa utile al montaggio del carter.

GUARNITURA: in acciaio cromato con pedivelle marcate “Taurus”.

CARTER: tubolare composto da due pezzi con semidischi incorporati e codino basculante, sistema di fissaggio al fodero orizzontale tramite staffa a forma di cavallotto  molto singolare per questo periodo produttivo (modifica postuma? probabile ma le immagini non lo chiariscono).

PARAFANGHI: dal profilo a forma di “pagoda” con aste regolabili avvitate agli appositi perni del telaio tramite viti esagonali flangiate.

ARCHETTI PORTAPATTINI: a forma di “cavallotto sfaccettato” perfettamente calzanti ai parafanghi.

SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: reggisella fissato tramite expader e sella in cuoio BROOKS d’epoca con telaio a riccioli coerente.

MOZZI: in bagno d’olio con lubrificazione laterale a vite nel perno, corpo marcato “Taurus” e flange a 36 fori.

PEDALI: originali a barre dritte con quattro blocchetti decorati da T maiuscola e distanziali, corpo centrale intero marcato “Taurus”.

RUOTE: con cerchi R in acciaio molto probabilmente originali con cromatura completamenta ossidata, pneumatici a “balloncino”.

SMALTATURA E CONSERVAZONE: originale ben distribuita ma con segni del tempo evidenti, decalcomanie e decori a doppi filetti non più visibili, parti bianche e cromature con ossidazioni. Nel complesso la bicicletta ha assunto una bella patina che le conferisce un accattivante aspetto d’epoca.

Restauro / Restoration

Restauro conservativo ben eseguito dal proprietario. Questa rara bicicletta presenta parti verniciate ben stabilizzate cosi come sono state ben tratte le ossidazioni delle cromature. I componenti presi in considerazione si presentano nella lori originalità o coerenza secondo descrizione fatta (dubbio derivante dal tipo di ancoraggio del carter al fodero orizzontale perché chiaramente ci si attenderebbe di vedere quello con staffa adatta per il fodero verticale più coerente per questo periodo).

Note / Notes

Questo esemplare che si può definire raro per modello e datazione, risulta essere di particolare interesse collezionistico e importante dal punto di vista storico perché la sua originalità fornisce molti elementi che possono aiutare la ricostruzione  delle produzioni Taurus nella loro evoluzione, in particolare di questo periodo ancora in parte lacunoso per l’assenza di materiale cartaceo utile (il catalogo più prossimo conosciuto è quello del 1936).

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