Marca/Brand
Scheda/Datasheet n.
Modello/Model
Telaio/Frame n.
Tipo/Type
Corridore/Racer
Anno/Year
Proprietario/Owner
PRESENTAZIONE: Esemplare di modello 27 interessante perché presenta un telaio con alcune caratteristiche singolari da sottolineare, per il resto rimane la classica bicicletta da viaggio con sistema di freneria anteriore a trasmissione rigida interna e posteriore a bacchette esterne con tipico collegamento a forma di T su perno saldato al tubo obliquo addizionato di archetti e relativi ausili.
TELAIO: derivato dal Lautal quindi leggero costruito con tubi tondi a congiunzioni invisibili con foderi sottili e finali a punta su forcellini posteriori che suscitato non poco stupore perché sono i brevettati Taurus con “tendicatena” zigrinato e incorporato, nella versione “allegerita” (riduzione di materiale a forma di piccolo trapezio) peculiari solo dei modelli Lautal dai primi anni 40 sino alla fine della stessa decade, questa soluzione anomala quindi la si può vedere come il risultato di un intervento estemporanea su questo singolo esemplare (con buona probabilità senza alcun seguito successivo) che testimonia una la propensione a una certa artigianalità della casa lombarda.
FORCELLA: si presenta con decori a forma di freccia sulle teste,steli con finali a punta sui forcellini dall’aspetto “arrotondato”.
TUBO (O CANNOTTO) DELLO STERZO: decorato dallo stemma più adatto per questo modello ossia con il fregio “arpia, scudo con toro e cartiglio Taurus”, lo stesso viene ripetuto anche sul tubo piantone.
SERIE STERZO: estraibile con calotte zigrinate ed annesso dado di chiusura (tipologia inusuale), portafanale decorato da T maiuscola.
MANUBRIO: con doppie leve a trasmissione interna non ergonomiche dalla forma “affusolata” con decori a T maiuscola e finali a sfera, manopole in osso ergonomiche, “impipatura” a congiunzione esterna (tipica del modello 27 di questo periodo produttivo, non da confondere con quella per manubrio alleggerito delle prime versioni Lautal) e alla sua destra finestrella che ospita il braccetto di rinvio per la bacchetta posteriore, fissaggio al telaio tramite expander, stemma rotondo non visibile.
MOVIMENTO CENTRALE: a chiavelle con relativa guarnitura alleggerita che dovrebbe essere marcata “Taurus” (non ben visibile dalle immagini fornite). Sistema di lubrificazione tramite tipico oliatore sulla scatola del movimento che a sua volta accoglie la staffa (ad essa saldata) utile al montaggio del carter.
CARTER: tubolare composto da due pezzi con “disco copricorona” smontabile (non originale) e codino basculante, fissaggio al fodero orizzontale tramite piccola staffa a forma di “cavallotto”.
PARAFANGHI: con profilo similare ai più classici a forma di “parentesi graffa” ma senza bordature sui fianchi, crestina centrale stampata, aste regolabili (doppie posteriore e all’anteriore singole) adatte ai morsetti tipo “Cristina”.
SISTEMA DI FISSAGGIO DEL REGGISELLA E SELLA: reggisella in acciaio cromato fissato al nodo della sella tramite collarino, sella in cuoio d’epoca con telaio a “riccioli”.
PEDALI: non del tutto visibili ma sono della giusta tipologia a barre dritte con quattro blocchetti e distanziali, corpo centrale non intero che dovrebbe essere marcato “Taurus”.
MOZZI: non sono ben visibili dalle immagini fornite ma sembrerebbero non dissimili a quelli idonei.
RUOTE: con cerchi R in acciaio cromati e coperture bicolore nuove.
ACCESSORI: Gruppo luce Radsonne con fanale tipo “barilotto” predisposto anche all’autoalimentazione, campanello “Campanelclax”, “paramanubrio” in metallo con inserto in gomma e lucchetto alla ruota con gemma incorporata d’epoca.
SMALTATURA E CONSERVAZONE: aspetto esteriore riportato a nuovo.
Restauro a nuovo eseguito con cura da Pedalare Vintage Bikes & more (aspetto iniziale visibile nella prima immagine a corredo). Riverniciatura di qualità con cambio del colore originale da “nero lucido” a “grigio Taurus”, decori a doppi filetti blu/oro ben posizionati e lo stesso vale per la decalcomania sul carter (mancante invece quella del parafango posteriore). Componenti ed allestimenti originali o coerenti al netto delle sottolineature fatte in descrizione.
La denominazione Taurus 27 (adottata nella seconda metà degl’anni 40) è l’ultima evoluzione che il nome di questo modello ha avuto, a partire da “modello 21” alle sue origini sul finire degl’anni 20, per poi passare a “modello 18” dagl’anni 30 sino all’immediato dopoguerra. All’interno delle produzioni si può definire come “d’ingresso” mantenendo però da sempre caratteristiche da bicicletta da viaggio di alta gamma. Questo esemplare in particolare risulta essere interessante per le sue caratteristiche figlie del periodo storico di appartenenza e per altre invece del tutto singolari. Va fatto notare che la seconda cifra del seriale identificativo del telaio non era visile quindi in maniera del tutto arbitraria si è riempito il vuoto con il numero 1.